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  • 28-07-2017: Pubblicato il Calendario Venatorio 2017/18
  • 26-05-2017: Gara di Tiro su bersaglio fisso - 17/06/2017

  • Il Consiglio Provinciale dell’ Italcaccia di Cosenza, ritenendo di dover imprimere una svolta organizzativa ed operativa alla nostra Associazione, ha attivato un apposito sito internet quale strumento attraverso cui si possono velocizzare eventuali utili notizie ed informazioni varie inerenti l’attività venatoria, instaurando un rapporto costante, più ravvicinato ed efficace con i Dirigenti Nazionali, Regionali, Provinciali e con i propri iscritti.
    Riteniamo sia questo il modo migliore per servire i nostri Italcacciatori, ai quali esprimo i sensi della nostra più profonda amicizia e gratitudine per la loro proficua e preziosa collaborazione e porgo i nostri più cordiali ed affettuosi saluti, con un sincero “IN BOCCA AL LUPO.”

    Il Presidente Vincenzo MARTINO




    FIDASC

    Sporting

    Lo Sporting, chiamato pure Percorso di Caccia itinerante è una particolare disciplina sportiva di tiro a volo che si diversifica dal Percorso di Caccia in pedana, altrimenti definito Compak.
    La caratteristica principale dello Sporting consiste nell’essere un’attività tiravolistica “di movimento”. Da una piazzola all’altra, cambiando continuamente scenari, bersagli e traiettorie. Ad ogni postazione, infatti, corrispondono macchine che lanciano i piattelli con velocità e traiettorie molto diverse tra loro e ogni piazzola viene contraddistinta dal nome di un selvatico: lepre, colombaccio, fagiano, cedrone, tordo, ecc.ecc..
    Insomma, si tratta di una disciplina del tiro che non si può certo definire statica e che, forse, deve proprio a questa sorta di continua variazione il successo entusiasmante che la sta caratterizzando. A partire da febbraio, si assiste ad una ininterrotta serie di manifestazioni amatoriali e di gare che si susseguono in ogni regione e che rappresentano un vero serbatoio di nuovi atleti.

    ARMI
    Mentre per tutte le altre specialità tiravolistiche si utilizzano armi con particolari caratteristiche tecniche e balistiche, per lo Sporting non esistono esigenze particolari e possono essere utilizzati con buon successo i normali fucili con i quali si pratica o si potrebbe praticare l’attività venatoria. Quindi, e questo è un aspetto molto importante, i neofiti che volessero avvicinarsi a questa disciplina non debbono affrontare ulteriori spese per l’acquisto di armi particolari. Oggi, in particolare, con l’aggiunta dei cosiddetti “strozzatori”, con un normalissimo fucile da caccia (doppietta, sovrapposto o semiautomatico) si possono soddisfare tutte le esigenze legate al tipo particolare di bersagli che si stanno per colpire.

    Tiro a palla

    Fisso o mobile che sia, il cinghiale di cartone sta suscitando emozioni e passioni altrettanto forti di quelle scatenate da quello fatto di muscoli e pelo nero e irsuto.
    Questa specialità è in grande sviluppo e le gare, soprattutto quelle amatoriali non conoscono davvero sosta. E anche in questa particolare disciplina, che come le altre della federazione non richiede né speciali doti atletiche né particolare forza fisica, non mancano le rappresentanti del gentil sesso, sempre concentrate e determinate e che spesso danno del filo da torcere anche a molti maschietti.
    Due sono le tecniche di tiro: su bersaglio fisso e su sagoma in movimento, e in entrambi i casi, non si possono usare ottiche o altri dispositivi di puntamento. Inoltre non è prevista la possibilità di appoggiare l’arma che, al contrario va imbracciata normalmente.

    ARMI
    Per il tiro a palla, si usano normalissimi fucili da caccia; sia a due canne (giustapposte o sovrapposte che siano) sia semiautomatici. L’unica regola ferrea riguarda l’uso di cartucce cosiddette “a palla unica” o “asciutta”. Queste cartucce ormai sono prodotte, con elevatissimi standard qualitativi, dalle più famose case costruttrici e presentano caratteristiche tali da poter essere utilizzate con la massima tranquillità sulla stragrande maggioranza delle armi esistenti.

    Tiro di campagna o percorso di caccia

    A differenza di quanto avviene per il Tiro a Palla, in questa disciplina federale si usano sempre armi da caccia ma con la canna rigata, le cosiddette carabine. Recentemente, l'apposita Commissione di questa specialità di tiro ha predisposto un regolamento del tutto nuovo in quanto l'esperienza maturata nel corso degli anni aveva messo in evidenza che la modalità del tiro (da seduti e con appoggi) la distanza dei bersagli (200 metri) e soprattutto le specifiche tecniche delle armi, erano tipiche più di una specialità da poligono che di un tiro di diretta derivazione venatoria. Tanto è vero che, con sempre maggiore frequenza, a prevalere era più la qualità dell'arma (spesso molto pesante e sofisticata) che non la capacità del tiratore di adattarsi a situazioni di tiro diverse. In più, la nascita della nuova disciplina “composita” del Tiro Combinato, ha consigliato l'adozione di un impianto regolamentare che rispondesse alle sue particolari esigenze e che permettesse a molti tiratori di avvicinarsi alle competizioni sia nazionali che internazionali.
    Di conseguenza, a partire dal 2010, il Tiro di Campagna ha caratteristiche completamente nuove che non mancheranno di suscitare l'attenzione e l'interesse dei sempre più numerosi cacciatori che praticano un'attività specialistica come la caccia con la carabina.
    I bersagli, posti a 100 metri di distanza dalla linea di tiro, raffigurano sagome di capriolo, volpe seduta, camoscio e cinghiale e su di essi è impresso un barilotto suddiviso in corone circolari con i vari punteggi. Ogni tiratore spara una serie di 5 colpi ad ogni sagoma, per un totale di 20 colpi. In particolare:
    5 colpi alla sagoma di capriolo, in posizione eretta, con l’arma appoggiata ad un lato della postazione (un palo); 5 colpi alla sagoma della volpe seduta, per i quali il tiratore sarà sdraiato a terra, le braccia a sostegno della parte anteriore della carabina, in appoggio solo sui gomiti; 5 colpi alla sagoma del camoscio, in posizione eretta, con l’arma appoggiata ad un bastone (alpenstock);. 5 colpi alla sagoma di cinghiale, in posizione eretta e senza alcun appoggio.
    Nelle gare di tiro di campagna sono ammesse le armi da caccia a canna rigata (anche le armi semiautomatiche) presenti sul catalogo delle aziende che le producono e le loro caratteristiche tecniche devono essere le medesime con le quali fucili e carabine hanno ottenuto l’inserimento nel Catalogo Nazionale delle armi. Mentre sono ammessi sia il “bedding” sia la personalizzazione della sensibilità dello scatto, nonché le modifiche al calcio per quanto concerne la lunghezza ed il poggia guance, purché si tratti di modifiche stabilmente fisse, sono proibiti i freni di bocca, i soppressori di rumore e qualsiasi tipo di cavalletto. I calibri ammessi sono esclusivamente quelli previsti dall’articolo 13, comma 1° della legge 157/92, ma non inferiore al .222 Remington.
    Sono consentite ottiche con ingrandimenti variabili senza alcun limite. Il peso complessivo dell’insieme dell’arma (cannocchiale, caricatore ed otturatore) dovrà essere minore o uguale a 5.000 grammi e la sua lunghezza totale non potrà superare i 125 cm.

    Tiro combinato da caccia

    Si è da poco alzato il sipario su una nuova affascinante specialità di tiro, che non è una vera e propria disciplina a sé stante, ma più che altro un competizione composita, basata su tre distinte prove: la prima, in Percorso di Caccia Itinerante; la seconda, in una sorta di fossa ma con chiamata e partenza del piattello in posizione sbracciata; e la terza, con carabina su bersagli posti a 100 metri di distanza con quattro diverse posizioni di tiro. Non a caso, il Presidente Buglione l’ha simpaticamente definita:“Né tiro a volo, né tiro a segno”, riuscendo così a coglierne appieno il carattere del tutto originale e innovativo. Una formula sportiva che coniuga perfettamente lo spirito venatorio costantemente presente nelle discipline sportive federali e che riesce a riunire in un’unica gara tiratori con preparazioni e passioni diverse che, a ben vedere, sono poi quelle tipiche delle varie forme di caccia praticate tradizionalmente alle varie latitudini del nostro Paese. Delle due specialità con il fucile a canna liscia c'è ben poco da descrivere, in quanto già estremamente familiari ai tiratori di Percorso di Caccia Itinerante. C'è molto da raccontare, invece, a proposito della gara con la carabina che, come accennato, prevede l'utilizzo delle normali armi a canna rigata, dotate di ottiche senza limite di ingrandimento, su bersagli posti a 100 metri. Ma è proprio nei bersagli e nelle modalità di tiro che è possibile individuare le caratteristiche salienti e del tutto particolari di questa specialità, Infatti i tiratori sono impegnati a colpire sagome riproducenti alcuni selvatici: volpe, capriolo, camoscio e cinghiale ad ognuna delle quali si sparerà in posizioni diverse. Alla volpe, il tiratore sparerà stando sdraiato, le braccia a sostegno della parte anteriore della carabina, in appoggio solo sui gomiti. Per sparare al capriolo, il tiratore sarà in posizione eretta con l'arma appoggiata ad un lato della postazione (un palo infisso saldamente nel terreno e sulla eventuale copertura della postazione. Il tiro sulla sagoma di camoscio sarà effettuato dal tiratore in posizione eretta con l'arma appoggiata ad un bastone (alpenstock). Infine, alla sagoma di cinghiale il tiratore sparerà stando in posizione eretta e senza alcun appoggio. Rimandando, come di consueto, allo specifico regolamento predisposto dall'apposita Commissione Federale, c'è da aggiungere che proprio per agevolare l'avvicinamento di tanti cacciatori alle competizioni sportive, la Fidasc ha ritenuto di adeguare il regolamento tecnico della disciplina del Tiro di Campagna proprio a questa particolare forma di tiro che, in ambito internazionale, vanta una grande diffusione e può contare su un grande numero di atleti. Lo scorso anno, il nostro Paese ha avuto l'onore di organizzare la seconda edizione del Campionato Europeo di Tiro Combinato di caccia e la partecipazione di ben 13 nazioni dimostra in maniera eloquente il grande interesse riscosso da questa particolare competizione.

    Tiro di campagna o percorso di caccia

    A differenza di quanto avviene per il Tiro a Palla, in questa disciplina federale si usano sempre armi da caccia ma con la canna rigata, le cosiddette carabine. Recentemente, l'apposita Commissione di questa specialità di tiro ha predisposto un regolamento del tutto nuovo in quanto l'esperienza maturata nel corso degli anni aveva messo in evidenza che la modalità del tiro (da seduti e con appoggi) la distanza dei bersagli (200 metri) e soprattutto le specifiche tecniche delle armi, erano tipiche più di una specialità da poligono che di un tiro di diretta derivazione venatoria. Tanto è vero che, con sempre maggiore frequenza, a prevalere era più la qualità dell'arma (spesso molto pesante e sofisticata) che non la capacità del tiratore di adattarsi a situazioni di tiro diverse. In più, la nascita della nuova disciplina “composita” del Tiro Combinato, ha consigliato l'adozione di un impianto regolamentare che rispondesse alle sue particolari esigenze e che permettesse a molti tiratori di avvicinarsi alle competizioni sia nazionali che internazionali.
    Di conseguenza, a partire dal 2010, il Tiro di Campagna ha caratteristiche completamente nuove che non mancheranno di suscitare l'attenzione e l'interesse dei sempre più numerosi cacciatori che praticano un'attività specialistica come la caccia con la carabina.
    I bersagli, posti a 100 metri di distanza dalla linea di tiro, raffigurano sagome di capriolo, volpe seduta, camoscio e cinghiale e su di essi è impresso un barilotto suddiviso in corone circolari con i vari punteggi. Ogni tiratore spara una serie di 5 colpi ad ogni sagoma, per un totale di 20 colpi. In particolare:
    5 colpi alla sagoma di capriolo, in posizione eretta, con l’arma appoggiata ad un lato della postazione (un palo); 5 colpi alla sagoma della volpe seduta, per i quali il tiratore sarà sdraiato a terra, le braccia a sostegno della parte anteriore della carabina, in appoggio solo sui gomiti; 5 colpi alla sagoma del camoscio, in posizione eretta, con l’arma appoggiata ad un bastone (alpenstock);. 5 colpi alla sagoma di cinghiale, in posizione eretta e senza alcun appoggio.
    Nelle gare di tiro di campagna sono ammesse le armi da caccia a canna rigata (anche le armi semiautomatiche) presenti sul catalogo delle aziende che le producono e le loro caratteristiche tecniche devono essere le medesime con le quali fucili e carabine hanno ottenuto l’inserimento nel Catalogo Nazionale delle armi. Mentre sono ammessi sia il “bedding” sia la personalizzazione della sensibilità dello scatto, nonché le modifiche al calcio per quanto concerne la lunghezza ed il poggia guance, purché si tratti di modifiche stabilmente fisse, sono proibiti i freni di bocca, i soppressori di rumore e qualsiasi tipo di cavalletto. I calibri ammessi sono esclusivamente quelli previsti dall’articolo 13, comma 1° della legge 157/92, ma non inferiore al .222 Remington.
    Sono consentite ottiche con ingrandimenti variabili senza alcun limite. Il peso complessivo dell’insieme dell’arma (cannocchiale, caricatore ed otturatore) dovrà essere minore o uguale a 5.000 grammi e la sua lunghezza totale non potrà superare i 125 cm.

    Tiro con l'arco

    Il Tiro con l’Arco da Caccia, recentemente inserito fra le discipline federali, è una specialità assolutamente diversa da quella che si pratica con i moderni archi da tiro e che appartiene – con i lusinghieri risultati che tutti conosciamo – alle discipline olimpiche.
    In effetti, nelle altre pratiche sportive, si ha la versione evoluta di un utensile tra i più antichi usati dall’uomo e che, nel corso dei secoli, si è trasformato in attrezzo sportivo molto tecnologico e sofisticato. Anche la potenza dei moderni archi da competizione è particolarmente elevata, grazie all'uso di materiali particolari e di tecnologie sempre più sofisticate
    L’arco da caccia, invece, è sicuramente più semplice, più pratico e meno dotato di complessi e ingombranti “marchingegni”. Di conseguenza, il tiro effettuato con questo strumento sportivo è più istintivo e sicuramente meno esasperato, mentre è sicuramente molto più affascinante per la sua dinamicità e la particolare ambientazione degli itinerari di gara.
    Il tiro con l'Arco da Caccia, infatti -quasi a ricalcare quella particolare disciplina di tiro al piattello denominata “Percorso di Caccia Itinerante” (o Sporting)- si effettua durante un percorso, spesso all'interno di macchie e boschi suggestivi, lungo il quale sono disseminati dei bersagli tridimensionali riproducenti animali che la vigente normativa considera cacciabili con l'arco e le frecce. Oltre queste sagome in 3D, sono anche previsti bersagli mobili che, scorrendo su binari o fili, permettono di effettuare tiri molto particolari nei quali sono più importanti la velocità di reazione del tiratore e i suoi riflessi istintivi che non la tecnica e la concentrazione.
    Incredibilmente numerose, e tutte di grande valore storico e tradizionale, sono le “Compagnie” di Arcieri presenti sul territorio nazionale e la Fidasc non intende assolutamente sostituirsi alla loro meritoria attività. Lo scopo principale di questo intervento è, invece, quello di offrire a tanti validissimi atleti la possibilità di competere ad altissimo livello in gare nazionali (e in futuro anche internazionali) con avversari sempre più numerosi e preparati, per contendersi titoli italiani e medaglie che solo una Federazione del Coni può attribuire.
    Il 2010, con l'avvio della prima scuola federale e la disputa del 1° Campionato Italiano di Tiro con l'Arco da Caccia, rappresenta l'anno zero di questa disciplina che può contare su un bacino davvero considerevole di atleti e anche di potenziali campioni.

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